L’altra faccia del coronavirus: curare l’infodemia, tra scienza, politica e media

(Uscito, con altri titoli, su “l’Adige”, 10 febbraio 2020; “Alto Adige”, 11 febbraio 2020 – Pubblicato su questo sito l’11 febbraio 2020) – La crisi innescata dal coronavirus ha una doppia faccia: quella di un virus che colpisce l’equilibrio biologico del corpo umano; e quella che riguarda l’equilibrio socio-culturale della vita collettiva. Da scienziato socio-politico la mia attenzione si concentra sulla seconda. E trovo conforto nell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha messo in circolazione un neologismo che fa riflettere sulla “società dell’informazione”: “infodemia”, abbondanza di informazioni che rende difficile al cittadino distinguere quelle accurate e quelle no. L’OMS coglie un aspetto del problema, e pone l’accento sull’informazione, sul mondo dei media. Trascura però il mondo della scienza e quello della politica. Invece è da tutti e tre questi mondi interdipendenti che arriva in-accuratezza, e pure confusione e incertezza. Tre esempi dalla cronaca di questi giorni per meditare su: 1)…

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La polis e l’ecologia. Natura madre e matrigna tra scienza, politica e opinione pubblica

(Uscito, in versione leggermente diversa e con altro titolo, su “l’Adige”, 4 novembre 2019 – Pubblicato su questo sito il 6 novembre 2019) – Di cosa parliamo quando parliamo di catastrofi naturali e di cambiamenti climatici? Di molte cose diverse. Ostracizzare i dubbi e gli interrogativi non aiuta il cittadino a capire la portata dei problemi, a diventare più consapevole e responsabile. Di più: l’ecologia è una questione della polis che deve fare i conti con la natura – madre e matrigna, direbbe il poeta di Recanati. E noi?    Un anno fa, Vaia. Una tempesta di vento flagella mezza Europa, colpisce il nord-est d’Italia, a partire dal Trentino e dall’Alto Adige. Abbiamo assistito ai doverosi riti comunitari del dolore e del ringraziamento destinato agli operatori dei soccorsi. Non è mancata l’attenzione pubblica e mediatica, che ha allargato il discorso alla questione del cambiamento climatico, forte di un rilancio di…

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Il puzzle migratorio e l’uomo “animale politico”. Convivenza, numeri piccoli e grandi, diritto

(Uscito con titolo leggermente diverso su “l’Adige”, 12 agosto 2019; “Alto Adige”, 10 agosto 2019 – Pubblicato su questo sito il 13 agosto 2019) – Fortemente voluto dal vicepremier Salvini, il “decreto sicurezza bis” è passato anche al Senato, dove il paventato dissenso del M5S è sostanzialmente rientrato. Dai banchi del PD un cartello tuona: «La disumanità non può diventare legge!». L’understatement non gode di buona salute, di questi tempi. E sia: questione migratoria. Ma prendiamola alla larga (apparentemente). L’uomo è un animale “politico”. Per sua natura vive in società con altri uomini, “vive insieme” nella polis, in uno spazio pubblico condiviso. Questa è l’antica sentenza di Aristotele, che in qualche modo si rinnova ogni giorno. Per vivere insieme, però, in quanto uomini abbiamo bisogno di regole e norme, di principi che convincano e soddisfino i singoli individui e le collettività ora più ora meno eterogenei per credenze e culture,…

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Migranti, naufragio della coscienza europea

(Uscito su “l’Adige”, 2 agosto 2019 – Pubblicato su questo sito il 3 agosto 2019) – Abbiamo politici pronti a salire su una nave attraccata per verificare e denunciare l’eventuale cattivo stato di migranti recuperati nel Mediterraneo da una nave ONG: è accaduto poche settimane fa. Ma non abbiamo politici che si mobilitano per chiedere conto di migranti dispersi a largo delle coste libiche, pochi giorni fa. Questo il doppio fotogramma che sembra suggerire cosa politicamente rende e cosa no: tifare per la “disobbediente umanitaria” Rackete, capitana della Sea Watch 3, funziona; preoccuparsi e interrogarsi sulle decine di dispersi dai barconi affondati al largo di Al Khoms (Libia), no. I media hanno giganteggiato a lungo notizie e commenti su dove, come e quando dare sbarco a migranti messi in salvo e assistiti su una nave, ma hanno tenuto ai margini dell’attenzione pubblica decine di migranti morti e dispersi, e voltato…

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Caffè Italia

(Uscito in versione leggermente diversa sul “Trentino”, 17 gennaio 2019 – Pubblicato su questo sito il 5 luglio 2019) – Nei momenti importanti si danno appuntamento al Caffè Italia. Per chi ama farlo, non c’è niente di meglio: ore di intelligente conversazione, di brillante e densa discussione, dove le questioni che premono sull’attualità vengono messe a fuoco come solo persone esperte ed informate possono fare, con confronti serrati e critiche meditate. Certo, non tutti i caffè né tutti i circoli arrivano a un’arte dell’opinione di qualità come quella del Caffè Italia. Ma se la compagnia è giusta e il locale pure, ce la si può fare. Quelli del Caffè Italia ce l’hanno fatta, dicono in giro: una combriccola ben selezionata, felicemente riuscita. Verrebbe da dire che tutto avvenga come in un Parlamento, quando si dibatte di importanti problemi della vita collettiva. Del resto, anche il circolo del Caffè Italia è…

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Dalle spiagge di Bodrum, lacrime in paradiso

(Uscito in versione leggermente diversa sul “Trentino”, 8 settembre 2015 – Pubblicato su questo sito il 27 giugno 2019) – Gela il cuore la foto del bimbo siriano sulla spiaggia, lambito dalle onde… pare essersi addormentato sul bagnasciuga, calzoncini blu e maglietta rossa, scarpette senza calzini – come conviene d’estate… ma è un bimbo che abbiamo perso per sempre. Tutti noi. Come altri con lui, a dormire per sempre… Ma forse dorme anche la nostra coscienza, o è paralizzata, come l’impulso che vorrebbe che facessimo qualcosa. Subito. Non a fine settembre, come dice l’ONU che per quel tempo ha annunciato, a fine agosto, un incontro, “data l’emergenza”. Non saranno i mercati o lo spread o il pil a dirci cosa e come fare, anche se i mercati, lo spread e il pil fanno parte di questa storia: sono una delle tante facce nascoste della foto scattata sulla sabbia di Bodrum,…

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L’economia è (anche) politica. Lettere tra Bruxelles e Roma

(Uscito con altro titolo su “Alto Adige”, 22 giugno 2019; “L’Adige” 23 giugno 2019 – Pubblicato su questo sito il 24 giugno 2019) – Lettera da Bruxelles, risposta da Roma. Alla fine la Commissione Europea ha avviato la procedura d’infrazione sui conti dello Stato italiano. Singolare, e sconfortante, che lo abbia fatto quella uscente, senza aspettare quella che riceverà l’investitura del nuovo europarlamento eletto a maggio: sa di protervia o di burocratico rispetto dei regolamenti, mentre siamo di fronte a delicate decisioni politiche. Sia come sia, il confronto sui numeri economici tra governo giallo-verde di Conte e istituzioni europee continua senza posa, spesso sotto i riflettori mediatici, talora, come si sa, a fari spenti. Va così da quando in Italia è nato il “governo del cambiamento e la guida del Paese ha preso un sapore politico “anti-sistema”. Il governo Conte vuole evitare la procedura, per molti motivi di carattere strategico-politico…

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“Posso farlo” non significa “è giusto farlo”. Scienza e diritti alla ricerca del limite, tra laicità e fede religiosa

(Uscito in una versione più breve su “Trentino” e “Alto Adige” il 18 maggio 2016 – Pubblicato su questo sito il 22 giugno 2019) – La scienza e la tecnologia ci consentono di farlo. L’opinione pubblica prevalente, la maggioranza e il Parlamento anche. Noi vogliamo farlo. Perché non dovremmo o non potremmo farlo? Questo, in sintesi, il quadro argomentativo di donne e uomini che rivendicano, ad esempio, la possibilità di avvalersi dell’ingegneria genetica, dell’eutanasia o dell’”utero in affitto”. Teniamo sullo sfondo questi esempi, e ragioniamo su un’altra storia. Negli ultimi anni il Pentagono ha erogato molte risorse ad alcune università per programmi di ricerca sull’”insonnia efficiente”: per scoprire tecniche che permettano agli esseri umani una completa astensione dal sonno senza comprometterne le prestazioni. I ricercatori stanno conducendo sperimentazioni neuro-chimiche, di stimolazione magnetica transcranica, di terapia genica. Lo scopo del dipartimento della Difesa americano è di creare soldati liberi dal bisogno…

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Trump, Springsteen e l’uomo in nero

(Uscito su “Trentino”, 31 gennaio 2017; “Alto Adige”, 31 gennaio 2017 – Pubblicato su questo sito il 28 maggio 2019) – Anche Bruce Springsteen. Ad attaccare apertamente il neo-presidente americano Trump è sceso in campo anche lui. Il cantautore-rock americano, stella dello star-system mediatico internazionale. In occasione dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca abbiamo assistito, come già nei mesi di campagna presidenziale e dopo la vittoria di Trump su Hilary Clinton, a una vistosa e pubblicizzata mobilitazione di piazza “contro”: a Washington, qua e là negli Stati Uniti e anche in Europa. Tra gli slogan più gettonati: “È l’ora di una nuova resistenza!”. E così pure il cantore di “Burn to run” e di “Working on a dream” non ha esitato: “I nostri cuori e il nostro spirito sono con i milioni di persone che ieri hanno marciato: siamo parte di una nuova resistenza!”. Qui non mi interessa soffermarmi su…

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