Sulla comunità nell’epoca liberal-democratica (Seconda parte)

Sulla Comunità nell’epoca liberal-democratica. Elementi di teoria politica comunitaria (SECONDA PARTE)  — SECONDA PARTE: LA COMUNITÀ NEL PENSIERO POLITICO. UN ABBOZZO STORICO-INTELLETTUALE    I. Nel linguaggio accademico contemporaneo, e nella cultura politica che vi si alimenta, il termine di comunitarismo designa un movimento di idee e un filone di teoria politica che si è affermato negli Stati Uniti, a partire dall’inizio degli anni ’80 del XX secolo, in reazione alla crescente dominanza della concezione (neo)liberale della vita collettiva. Incardinato sulla difesa delle “ragioni della comunità” di fronte a una visione della società e della storia che tende ad assolutizzare l’individuo e la sua razionalità, il comunitarismo ha alle spalle una storia assai più lunga – tanto che la sua ondata contemporanea è spesso chiamata neo-comunitarismo. Come in altri casi, anche in questo il mutamento delle etichette tramite l’uso di prefissi quali neo- o post- tiene viva l’attenzione sull’antichità della “cosa”…

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La modernità e la comunità

(Uscito su “Trentino”, 20 marzo 2016; “Alto Adige”, 21 marzo 2016 – Pubblicato su questo sito l’11 giugno 2020) – Di tanto in tanto, l’opinione pubblica è sollecitata a riflettere sui limiti di coesione sociale della nostra società, sul decadimento dell’idea di “bene comune” e dell’impegno a suo favore. Ci si interroga sull’individualismo che permea le società occidentali. Si levano voci che lamentano un ripiegamento individualistico su noi stessi individualisticamente, che denunciano lo sfaldamento del tessuto connettivo delle nostre società dove regna l’individualismo. C’è qualcosa di psicologico, forse di antropologico, in questo individualismo che dà le coordinate di significato alla nostra vita privata e pubblica. Ma dietro il modo in cui viviamo, dietro le scelte collettive e la maniera con cui ci governiamo c’è anche una questione di cultura politica, o ideologica. A ciò è utile risalire per comprendere il nostro mondo, per meditare su cosa seminiamo e cosa raccogliamo.…

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Il decreto “Io sto a casa”, i “polli” e i veri stupidi. L’ora dei doveri verso la comunità

(Uscito, in versione diversa e con altro titolo, su “L’Adige” e “Alto Adige” del 17 marzo 2020 – Pubblicato su questo sito il 12 marzo 2020) – Italia inquieta, siamo al coprifuoco. È l’ora dei doveri morali e della responsabilità collettiva. Per proteggersi l’un l’altro, per proteggere gli altri oltre se stessi. Contro il diffondersi epidemico del virus, invisibile e minaccioso. Il buon senso cerca di accordarsi con la scienza sobria, onesta e forte della sua modestia, che nel riconosce i suoi limiti si rafforza. Il buon senso, seppur tardivamente, arriva pure alla politica. Guai tradire il buon senso, come troppi hanno fatto in ogni dove, esprimendo una cultura presuntuosa che schernisce la semplice ma legittima paura di qualcosa che non si conosce: la paura di un virus sfuggente, che non si lascia ingabbiare. Guai a tradire il buon senso quando si tratta di fare scelte difficilissime, costose su molti…

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