Ripensare la democrazia. Con un occhio ad Aldo Capitini

Pubblicato su questo sito il 18 ottobre 2019 – Le democrazie, ancora una volta nella loro storia, mostrano i segni dei loro limiti. Il tema della democrazia e delle sue promesse non mantenute, sollevato oltre 30 anni fa da Norberto Bobbio, andrebbe seriamente rispolverato, per mettere in ordine le idee e gli ideali sulla democrazia, sul destino all’incompiutezza intrinseca del sogno democratico, sul fatto che il funzionamento delle “democrazie reali” frustra le aspettative popolari, ma anche di parte dell’opinione di élite, sullo scollamento tra i proclami e i comportamenti effettivi delle istituzioni democratiche, del ceto politico e delle classi dirigenti (a livello nazionale, europeo, internazionale). Emblematica è l’incapacità a gestire le crisi contemporanee: quelle economico-sociali, finanziarie e di indebitamento degli Stati, quelle delle diseguaglianze intra-nazionali e inter-nazionali e dell’occupazione, quelle “migratorie” (con tanto di ripristino di blocchi e controlli alle frontiere), quelle dell’ecologia ambientale e dell’”ecologia umana” sulla quale ha…

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Migrazioni, governi, Unione Europea. Attenzione alla democrazia guercia

(Uscito, con altro titolo e in versione leggermente diversa, su “l’Adige”, 2 settembre 2019 – Pubblicato su questo sito il 3 settembre 2019) – Traffico. Palazzo Chigi: Conte va e Conte viene. Governo: esce la Lega, entra il PD, resta il M5S. Conte II: «Un governo di discontinuità», parola di Zingaretti; «Non rinneghiamo il lavoro fatto», parola di Di Maio. Quanto valgono le parole di politici e governi in tempi di rocamboleschi, repentini e indigesti voltafaccia? Ad esempio, sulla questione migratoria. Traffico di barconi e navi. Scomparso dalle prime pagine, nel Mediterraneo è invece sempre intenso: centinaia di persone recuperate e trasportate dalle imbarcazioni Ong; decine i morti e dispersi; i ministri 5 Stelle ora firmano i divieti di sbarco voluti da Salvini; Paesi europei più disponibili ad accogliere migranti; navi Ong pronte a fare rotta su porti ieri irraggiungibili, come se oggi la Germania fosse meno distante da Lampedusa.…

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Russiagate e accountability democratica. Perché il ministro Salvini deve riferire in Parlamento

(Uscito, con altro titolo e in versione leggermente diversa, su “Alto Adige”, 20 luglio 2019; “l’Adige”, 21 luglio 2019 – Pubblicato su questo sito il 22 luglio 2019) – Tante parole e tanta confusione sormontano la vicenda degli incontri tra la Lega di Salvini e la Russia di Putin. In verità sappiamo ancora poco e niente a proposito di un supposto accordo tra il vice-premier italiano e il governo russo su una compravendita di petrolio che – si dice – avrebbe previsto un finanziamento occulto (una tangente?) a favore della Lega, che peraltro non sarebbe andato in porto. Troppi “si dice che…” circolano sui mass media. Ma anche troppi fumi e silenzi da parte leghista, mentre il premier Conte, dopo giorni di imbarazzo, mette in agenda un suo intervento al Senato, rendendosi conto di quanto risulterebbe grave la situazione di un Presidente del Consiglio non al corrente di una trattativa…

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