Sul malessere della democrazia contemporanea. Deficit di razionalità o disincanto?

(Uscito su “l’Adige”, il 27 dicembre 2014, con altro titolo e in versione leggermente diversa – Pubblicato su questo sito il 17 giugno 2019) – Molti analisti di politica osservano che il cittadino medio è un consumatore ‘irrazionale’ (di politica) e che la sua insoddisfazione sulle élites politiche non sempre deriva da un giudizio ponderato sulla qualità delle prestazioni di chi governa o sulla loro effettiva cattiva performance. Aggiungono, questi analisti, che difficilmente l’elettore va a votare valutando analiticamente i vari programmi o le politiche delle forze di governo o le controproposte delle opposizioni. Sgombriamo subito il campo da equivoci o semplificazioni: 1) non sempre è così; 2) esistono vari tipi di elettori; 3) differenti sono le motivazioni e gli interessi che muovono i comportamenti elettorali (taluni virtuosi ma taluni persino inconfessabili, ad esempio legati a quella “terra di mezzo” portata alla ribalta dal sistema di corruzione emerso nella regione…

Continua a leggere Sul malessere della democrazia contemporanea. Deficit di razionalità o disincanto?

La “scommessa” del premier Conte. La difficile strada di una politica anti-sistema tra rivoluzione e riformismo

(Uscito su “l’Adige”, 11 giugno 2019; “Alto Adige”, 11.6.2019 – Pubblicato su questo sito, in versione più ampia, il 12 giugno 2019) – Forse ci siamo un po’ rassegnati ai pensieri corti delle campagne elettorali permanenti. Cogliamo al volo la pausa di questo momento, l’attimo fuggente, e tentiamo qualche pensiero lungo. Palazzo Chigi: conferenza stampa del premier Giuseppe Conte che sa di “discorso alla nazione”. Il 3 giugno, in diretta sui televisori degli Italiani, il Presidente del Consiglio ha pronunciato un discorso con un sobrio aut-aut a MoVimento 5 Stelle e Lega, che reggono il governo: “O ci si rimette a lavorare tutti insieme, con fiducia e lealtà rinnovate, o mi farò da parte”. Un gesto pubblico singolare, quello di Conte, che denota la delicatezza politica del momento, ma che fotografa forse un premier con una personalità politica dai più finora negata. Conte ha la debolezza tipica di un capo…

Continua a leggere La “scommessa” del premier Conte. La difficile strada di una politica anti-sistema tra rivoluzione e riformismo

Pluriverso 68. Un cambiamento d’epoca che ci interroga ancora

(Uscito su “UniTrentoMag”, 12 novembre 2018 – Pubblicato su questo sito il 10 giugno 2019) – Il movimento del 68 ha segnato per tutto il mondo una fase di profondo mutamento: un rivolgimento di equilibri stabilizzatisi progressivamente a partire dal secondo dopoguerra, l’espressione di una crisi di identità epocale. Una stagione di crisi che, ad esempio in Italia, vede combinarsi fine del boom economico e lotte politiche e sindacali, tensioni internazionali e guerre (fredde e calde), battaglie culturali e per i diritti civili, attori collettivi organizzati gerarchicamente o più “fluidi” e a “legame debole”, studenti di scuola e di università, cittadini in piazza. Comunque la si pensi, è anche da questa camaleontica stagione, da questo coacervo di soggetti individuali e collettivi, dalle loro imprese riuscite o fallite, che ha preso forma un mondo nuovo. Un mondo diverso da quello di oggi, che pure a suo modo lo ha incorporato.      A…

Continua a leggere Pluriverso 68. Un cambiamento d’epoca che ci interroga ancora

Europa dopo il voto: partita ancora aperta

(Uscito in forma leggermente diversa su “l’Adige”, 5 giugno 2019 – Pubblicato su questo sito il 6 giugno 2019) – Scampato pericolo: l’Europa resta europeista. Ma nel giro di pochi giorni il tema dell’Europa è scomparso dalle prime pagine della grande stampa, non solo in Italia. Si ritorna alle questioni politiche “nazionali” ovvero il voto europeo viene letto in chiave nazionale e l’Europa si eclissa: di “quale Europa” siamo alla ricerca e dei valori europei tanto agitati in campagna elettorale si perdono le tracce. I cittadini hanno votato, l’attacco è stato respinto, la partita è finita. Sarà. Ma i risultati delle elezioni dicono che la politica in Europa è una partita tutt’altro che chiusa. Per questo è utile approfondire la scena politica delineata dal voto europeo. Anzitutto è bene inquadrare il dato dell’affluenza alle urne, passando dall’aritmetica alla politica. L’affluenza è senza dubbio aumentata rispetto alle precedenti elezioni: 51% contro…

Continua a leggere Europa dopo il voto: partita ancora aperta

L’autunno del consenso neoliberale

(Uscito su “Trentino”, 6 settembre 2018; “Alto Adige”, 6 settembre 2018 – Pubblicato su questo sito il 4 giugno 2019) – Dal secondo dopoguerra le democrazie europee sono state per lo più governate da partiti di centrodestra o centrosinistra che avevano una visione convergente della società e dell’economia. Nonostante le differenze in talune scelte di policy, queste forze hanno incarnato un consenso ideologico condiviso, i cui pilastri sono stati (dove più, dove meno) un’economia basata sul mercato (liberalizzazioni, privatizzazioni, concentrazioni economiche); uno schiacciante prevalere della logica dei beni privati e una mortificazione dei beni pubblici e comuni; un arretramento dello Stato nella fornitura di beni e diritti di cittadinanza (sanità, istruzione, assistenza sociale, pensioni, risorse energetiche). Altri pilastri di questa ideologia condivisa sono stati l’apertura dei “mercati nazionali”, con la libera circolazione di capitali, beni, servizi e persone (globalizzazione); la creazione in Europa di un “mercato unico”, che si è…

Continua a leggere L’autunno del consenso neoliberale

Allarme barbari o crisi delle élites?

(Uscito su “Trentino”, 12 giugno 2018; “Alto Adige”, 12 giugno 2018 – Pubblicato su questo sito il 30 maggio 2019) – Il manifestarsi di un popolo che getta calamità su se stesso, che scaraventa macigni contro diritti, libertà, garanzie costituzionali, economia e risparmi, ordine internazionale, e che ha trovato compimento nel neo-nato governo Conte a maggioranza M5S-Lega. Questo ha significato il voto del 4 marzo secondo molti osservatori. Un esito disastroso, paragonato al Brexit o all’elezione di Trump negli Usa. Sono reazioni che non sorprendono: il voto italiano ha visto il successo della politica “anti-sistema” contro quella “pro-sistema”, identificata tout-court con la difesa della liberaldemocrazia, senza specificazioni o approfondimenti sulla qualità di una democrazia. Tali reazioni sono diffuse pure in ambienti accademici e intellettuali, oltre che tra gli esponenti del centrosinistra piddino, ieri al governo e oggi minoranza in difficoltà. Siamo di fronte a una cultura secondo cui, in definitiva,…

Continua a leggere Allarme barbari o crisi delle élites?

La piramide sociale, la democrazia e la politica anti-sistema

(Uscito su “Trentino”, 29 novembre 2018; “Alto Adige”, 30 novembre 2018 – Pubblicato su questo sito il 29 maggio 2019) Le società sono società di diseguali. Sono piramidi sociali. Sempre. La distribuzione di ricchezza e redditi, di prestigio e potere disegna paesaggi di diseguaglianze. Perciò il problema della legittimità delle diseguaglianze investe la storia dell’uomo, riflessione critica e sensibilità comune: entro quali condizioni e limiti, secondo quali principi, le diseguaglianze sono accettabili? Imperativi morali e pratici tengono vivi gli obblighi di giustizia sociale. Ma ciò che Pareto osservava un secolo fa vale ancora: «Piaccia o non piaccia a certi teorici, sta di fatto che la società umana non è omogenea, che gli uomini sono diversi fisicamente, moralmente, intellettualmente». Per Pareto la società è una piramide: i vari gruppi, ceti o classi sociali vivono in un sistema gerarchico, dove risaltano uno strato superiore e uno inferiore. Il primo comprende una minoranza,…

Continua a leggere La piramide sociale, la democrazia e la politica anti-sistema

Trump, Springsteen e l’uomo in nero

(Uscito su “Trentino”, 31 gennaio 2017; “Alto Adige”, 31 gennaio 2017 – Pubblicato su questo sito il 28 maggio 2019) – Anche Bruce Springsteen. Ad attaccare apertamente il neo-presidente americano Trump è sceso in campo anche lui. Il cantautore-rock americano, stella dello star-system mediatico internazionale. In occasione dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca abbiamo assistito, come già nei mesi di campagna presidenziale e dopo la vittoria di Trump su Hilary Clinton, a una vistosa e pubblicizzata mobilitazione di piazza “contro”: a Washington, qua e là negli Stati Uniti e anche in Europa. Tra gli slogan più gettonati: “È l’ora di una nuova resistenza!”. E, così, pure il cantore di “Burn to run” e di “Working on a dream” non ha esitato: “I nostri cuori e il nostro spirito sono con i milioni di persone che ieri hanno marciato: siamo parte di una nuova resistenza!”. Qui non mi interessa soffermarmi su…

Continua a leggere Trump, Springsteen e l’uomo in nero

Un voto per l’Europa

(Uscito su “l’Adige”, 23 marzo 2019 – Pubblicato su questo sito il 24 maggio 2019) I Capi di Stato di 21 Paesi membri dell’Ue, compreso Mattarella, han lanciato un appello in vista del voto europeo. La politica è da tempo in movimento, e uno dei temi che la scalda è l’Europa. Per quale Europa vale la pena impegnarsi e battersi? La contrapposizione tra europeisti e populisti o sovranisti, che tanta eco trova, può essere retoricamente efficace, ma è fuorviante. La frattura che spiega i termini della lotta politica vede, piuttosto, da una parte chi continua a difendere l’Europa neoliberale disegnata a Maastricht e affidata alla regia “germanocentrica” di Bruxellese, dall’altra chi la mette in discussione e intercetta il diffuso disagio popolare. I critici riscuotono consensi nel nome di un’Europa che affronti i problemi in modo più solidale e rispondente alle frustrazioni del ceto medio, al senso di insicurezza economica o…

Continua a leggere Un voto per l’Europa

Alla ricerca di democrazie migliori

(Uscito su “l’Adige”, 28 marzo 2019 – Pubblicato su questo sito il 20 maggio 2019) Abbiamo un problema politico serio: la ricerca di democrazie migliori si è spenta. Dovrebbe preoccupare tutti. Anche il Pd di Zingaretti. Ma vediamo di cosa si tratta. Per una lunga stagione la democrazia occidentale ha interpretato il “consenso neoliberale”. Politica, economia e politiche pubbliche “ortodosse”, dominanti dagli anni ’70 e vaticinate in Europa da Bruxelles, hanno guidato non solo governi di centro-destra ma pure di centro-sinistra. Si è così consolidata la “politica pro-sistema” caratterizzata dall’obiettivo di difendere e diffondere il sistema di vita neoliberale: i suoi modelli di produzione e distribuzione della ricchezza, di uso delle risorse materiali e immateriali, la sua cultura, i suoi valori. In coincidenza con la crisi economica iniziata nel 2007, con l’emergere di problemi migratori epocali e l’incapacità a porvi rimedio, il consenso popolare al sistema neoliberale oggi è calante…

Continua a leggere Alla ricerca di democrazie migliori