Dalle spiagge di Bodrum, lacrime in paradiso

(Uscito in versione leggermente diversa sul “Trentino”, 8 settembre 2015 – Pubblicato su questo sito il 27 giugno 2019) – Gela il cuore la foto del bimbo siriano sulla spiaggia, lambito dalle onde… pare essersi addormentato sul bagnasciuga, calzoncini blu e maglietta rossa, scarpette senza calzini – come conviene d’estate… ma è un bimbo che abbiamo perso per sempre. Tutti noi. Come altri con lui, a dormire per sempre… Ma forse dorme anche la nostra coscienza, o è paralizzata, come l’impulso che vorrebbe che facessimo qualcosa. Subito. Non a fine settembre, come dice l’ONU che per quel tempo ha annunciato, a fine agosto, un incontro, “data l’emergenza”. Non saranno i mercati o lo spread o il pil a dirci cosa e come fare, anche se i mercati, lo spread e il pil fanno parte di questa storia: sono una delle tante facce nascoste della foto scattata sulla sabbia di Bodrum,…

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L’economia è (anche) politica. Lettere tra Bruxelles e Roma

(Uscito con altro titolo su “Alto Adige”, 22 giugno 2019; “L’Adige” 23 giugno 2019 – Pubblicato su questo sito il 24 giugno 2019) – Lettera da Bruxelles, risposta da Roma. Alla fine la Commissione Europea ha avviato la procedura d’infrazione sui conti dello Stato italiano. Singolare, e sconfortante, che lo abbia fatto quella uscente, senza aspettare quella che riceverà l’investitura del nuovo europarlamento eletto a maggio: sa di protervia o di burocratico rispetto dei regolamenti, mentre siamo di fronte a delicate decisioni politiche. Sia come sia, il confronto sui numeri economici tra governo giallo-verde di Conte e istituzioni europee continua senza posa, spesso sotto i riflettori mediatici, talora, come si sa, a fari spenti. Va così da quando in Italia è nato il “governo del cambiamento e la guida del Paese ha preso un sapore politico “anti-sistema”. Il governo Conte vuole evitare la procedura, per molti motivi di carattere strategico-politico…

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“Posso farlo” non significa “è giusto farlo”. Scienza e diritti alla ricerca del limite, tra laicità e fede religiosa

(Uscito in una versione più breve su “Trentino” e “Alto Adige” il 18 maggio 2016 – Pubblicato su questo sito il 22 giugno 2019) – La scienza e la tecnologia ci consentono di farlo. L’opinione pubblica prevalente, la maggioranza e il Parlamento anche. Noi vogliamo farlo. Perché non dovremmo o non potremmo farlo? Questo, in sintesi, il quadro argomentativo di donne e uomini che rivendicano, ad esempio, la possibilità di avvalersi dell’ingegneria genetica, dell’eutanasia o dell’”utero in affitto”. Teniamo sullo sfondo questi esempi, e ragioniamo su un’altra storia. Negli ultimi anni il Pentagono ha erogato molte risorse ad alcune università per programmi di ricerca sull’”insonnia efficiente”: per scoprire tecniche che permettano agli esseri umani una completa astensione dal sonno senza comprometterne le prestazioni. I ricercatori stanno conducendo sperimentazioni neuro-chimiche, di stimolazione magnetica transcranica, di terapia genica. Lo scopo del dipartimento della Difesa americano è di creare soldati liberi dal bisogno…

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Sul malessere della democrazia contemporanea. Deficit di razionalità o disincanto?

(Uscito su “l’Adige”, il 27 dicembre 2014, con altro titolo e in versione leggermente diversa – Pubblicato su questo sito il 17 giugno 2019) – Molti analisti di politica osservano che il cittadino medio è un consumatore ‘irrazionale’ (di politica) e che la sua insoddisfazione sulle élites politiche non sempre deriva da un giudizio ponderato sulla qualità delle prestazioni di chi governa o sulla loro effettiva cattiva performance. Aggiungono, questi analisti, che difficilmente l’elettore va a votare valutando analiticamente i vari programmi o le politiche delle forze di governo o le controproposte delle opposizioni. Sgombriamo subito il campo da equivoci o semplificazioni: 1) non sempre è così; 2) esistono vari tipi di elettori; 3) differenti sono le motivazioni e gli interessi che muovono i comportamenti elettorali (taluni virtuosi ma taluni persino inconfessabili, ad esempio legati a quella “terra di mezzo” portata alla ribalta dal sistema di corruzione emerso nella regione…

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La “scommessa” del premier Conte. La difficile strada di una politica anti-sistema tra rivoluzione e riformismo

(Uscito su “l’Adige”, 11 giugno 2019; “Alto Adige”, 11.6.2019 – Pubblicato su questo sito, in versione più ampia, il 12 giugno 2019) – Forse ci siamo un po’ rassegnati ai pensieri corti delle campagne elettorali permanenti. Cogliamo al volo la pausa di questo momento, l’attimo fuggente, e tentiamo qualche pensiero lungo. Palazzo Chigi: conferenza stampa del premier Giuseppe Conte che sa di “discorso alla nazione”. Il 3 giugno, in diretta sui televisori degli Italiani, il Presidente del Consiglio ha pronunciato un discorso con un sobrio aut-aut a MoVimento 5 Stelle e Lega, che reggono il governo: “O ci si rimette a lavorare tutti insieme, con fiducia e lealtà rinnovate, o mi farò da parte”. Un gesto pubblico singolare, quello di Conte, che denota la delicatezza politica del momento, ma che fotografa forse un premier con una personalità politica dai più finora negata. Conte ha la debolezza tipica di un capo…

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Pluriverso 68. Un cambiamento d’epoca che ci interroga ancora

(Uscito su “UniTrentoMag”, 12 novembre 2018 – Pubblicato su questo sito il 10 giugno 2019) – Il movimento del 68 ha segnato per tutto il mondo una fase di profondo mutamento: un rivolgimento di equilibri stabilizzatisi progressivamente a partire dal secondo dopoguerra, l’espressione di una crisi di identità epocale. Una stagione di crisi che, ad esempio in Italia, vede combinarsi fine del boom economico e lotte politiche e sindacali, tensioni internazionali e guerre (fredde e calde), battaglie culturali e per i diritti civili, attori collettivi organizzati gerarchicamente o più “fluidi” e a “legame debole”, studenti di scuola e di università, cittadini in piazza. Comunque la si pensi, è anche da questa camaleontica stagione, da questo coacervo di soggetti individuali e collettivi, dalle loro imprese riuscite o fallite, che ha preso forma un mondo nuovo. Un mondo diverso da quello di oggi, che pure a suo modo lo ha incorporato.      A…

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Europa dopo il voto: partita ancora aperta

(Uscito in forma leggermente diversa su “l’Adige”, 5 giugno 2019 – Pubblicato su questo sito il 6 giugno 2019) – Scampato pericolo: l’Europa resta europeista. Ma nel giro di pochi giorni il tema dell’Europa è scomparso dalle prime pagine della grande stampa, non solo in Italia. Si ritorna alle questioni politiche “nazionali” ovvero il voto europeo viene letto in chiave nazionale e l’Europa si eclissa: di “quale Europa” siamo alla ricerca e dei valori europei tanto agitati in campagna elettorale si perdono le tracce. I cittadini hanno votato, l’attacco è stato respinto, la partita è finita. Sarà. Ma i risultati delle elezioni dicono che la politica in Europa è una partita tutt’altro che chiusa. Per questo è utile approfondire la scena politica delineata dal voto europeo. Anzitutto è bene inquadrare il dato dell’affluenza alle urne, passando dall’aritmetica alla politica. L’affluenza è senza dubbio aumentata rispetto alle precedenti elezioni: 51% contro…

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L’autunno del consenso neoliberale

(Uscito su “Trentino”, 6 settembre 2018; “Alto Adige”, 6 settembre 2018 – Pubblicato su questo sito il 4 giugno 2019) – Dal secondo dopoguerra le democrazie europee sono state per lo più governate da partiti di centrodestra o centrosinistra che avevano una visione convergente della società e dell’economia. Nonostante le differenze in talune scelte di policy, queste forze hanno incarnato un consenso ideologico condiviso, i cui pilastri sono stati (dove più, dove meno) un’economia basata sul mercato (liberalizzazioni, privatizzazioni, concentrazioni economiche); uno schiacciante prevalere della logica dei beni privati e una mortificazione dei beni pubblici e comuni; un arretramento dello Stato nella fornitura di beni e diritti di cittadinanza (sanità, istruzione, assistenza sociale, pensioni, risorse energetiche). Altri pilastri di questa ideologia condivisa sono stati l’apertura dei “mercati nazionali”, con la libera circolazione di capitali, beni, servizi e persone (globalizzazione); la creazione in Europa di un “mercato unico”, che si è…

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Allarme barbari o crisi delle élites?

(Uscito su “Trentino”, 12 giugno 2018; “Alto Adige”, 12 giugno 2018 – Pubblicato su questo sito il 30 maggio 2019) – Il manifestarsi di un popolo che getta calamità su se stesso, che scaraventa macigni contro diritti, libertà, garanzie costituzionali, economia e risparmi, ordine internazionale, e che ha trovato compimento nel neo-nato governo Conte a maggioranza M5S-Lega. Questo ha significato il voto del 4 marzo secondo molti osservatori. Un esito disastroso, paragonato al Brexit o all’elezione di Trump negli Usa. Sono reazioni che non sorprendono: il voto italiano ha visto il successo della politica “anti-sistema” contro quella “pro-sistema”, identificata tout-court con la difesa della liberaldemocrazia, senza specificazioni o approfondimenti sulla qualità di una democrazia. Tali reazioni sono diffuse pure in ambienti accademici e intellettuali, oltre che tra gli esponenti del centrosinistra piddino, ieri al governo e oggi minoranza in difficoltà. Siamo di fronte a una cultura secondo cui, in definitiva,…

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La piramide sociale, la democrazia e la politica anti-sistema

(Uscito su “Trentino”, 29 novembre 2018; “Alto Adige”, 30 novembre 2018 – Pubblicato su questo sito il 29 maggio 2019) Le società sono società di diseguali. Sempre. La distribuzione di ricchezza e redditi, di prestigio e potere disegna paesaggi di diseguaglianze. Perciò il problema della legittimità delle diseguaglianze investe la storia dell’uomo, riflessione critica e sensibilità comune: entro quali condizioni e limiti, secondo quali principi, le diseguaglianze sono accettabili? Imperativi morali e pratici tengono vivi gli obblighi di giustizia sociale. Ma ciò che Pareto osservava un secolo fa vale ancora: «Piaccia o non piaccia a certi teorici, sta di fatto che la società umana non è omogenea, che gli uomini sono diversi fisicamente, moralmente, intellettualmente». Per Pareto la società è una piramide: i vari gruppi, ceti o classi sociali vivono in un sistema gerarchico, dove risaltano uno strato superiore e uno inferiore. Il primo comprende una minoranza, coloro che a…

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