Capitol Hill, i social e Trump: è medioevo

(Pubblicato su questo sito il 17 gennaio 2021 – uscito su “l’Adige” e “Alto Adige” del 19 gennaio 2021) – Noi, cittadini di democrazie liberali e costituzionali (così sono definite quelle in cui viviamo), possiamo accettare che Trump, presidente uscente degli Stati Uniti, mentre è legittimamente in carica sia espulso o sospeso dai social media a causa di sue dichiarazioni e giudizi politici? Che a deciderlo siano i proprietari delle Big Technologies e magnati della comunicazione mentre nessuna autorità pubblica l’ha dichiarato illegittimo? Se l’intento è di spegnere un incendio, lo si sta facendo con la benzina o con colate di cemento: si rischia di generare effetti perversi nella società. Così l’ordine democratico va a rotoli, e la cultura democratica fuori di testa. Internet, dove agiscono social e siti web, ha una storia. Ricordiamone qualche passaggio, a sfondo della contrapposizione tra chi critica le decisioni dei social nel nome di…

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Giorgio Galli, scienziato della politica

(Uscito su “l’Adige”, 30 dicembre 2020 – Pubblicato su questo sito il 31 dicembre 2020) – Il 27 dicembre è morto Giorgio Galli, uno dei padri della scienza politica contemporanea. Ricordo quando lo incontrai a Trento. A cena mi raccontò della sua esperienza di professore a Trento, “ai tempi del ‘68”: “Questa cittadina dalle ragazze in minigonna con gli stivali. I trentini le vedevano come delle aliene, e pensavano: ‘Non è possibile che in una società perbene arrivino questi esseri’. Però noi non ci siamo mai sentiti circondati da ostilità: forse da incomprensione, stupore o diffidenza di chi si chiedeva cosa stava capitando alla loro città. Forse erano ancora aggrappati al mondo del Principe Vescovo…» – e qui accennò un sorriso, malizioso ma leggero, affettuoso. Forse gli riaffiorò anche la giovinezza, in quella serata del 2017, tra spätzle, trota ai ferri, un bicchiere di bianco. E una lunga conversazione fino…

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Babbo Natale non vive a Bruxelles

(Uscito su “Alto Adige”, 19 dicembre 2020; “l’Adige” del 20 dicembre 2020 – Pubblicato su questo sito il 19 dicembre 2020) – Aprire o chiudere gli impianti di sci nel Natale del virus pandemico? La scelta <<deve avvenire a livello europeo>>, dice Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento: <<altrimenti si creerebbe uno squilibrio a livello europeo>>. Uno studio dell’Università di Cambridge (“Crisis, austerity measures and beyond”, 2018) riferisce dei danni al patrimonio archeologico della Grecia (e dell’umanità, aggiunge l’Unesco), talora permanenti, provocati dalla gestione del debito nazionale greco e dalle politiche di austerità di Ue, Bce e Fmi. Fugatti fa bene a reclamare misure a livello europeo sugli impianti sciistici per meglio gestire la crisi virale e i suoi effetti su salute, lavoro e socialità dei cittadini. Ma le sue preoccupazioni sui monti innevati sanno di strabismo di fronte alle montagne di divisioni, egoismi e concorrenza nelle politiche di…

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Si discute il Mes, si tace sull’Europa. La democrazia oleografica

(Pubblicato su questo sito il 9 dicembre 2020 – Uscito su “l’Adige”, 9 dicembre 2020; aggiornato e con altro titolo, su “Alto Adige, 12.12.2020) – Il 9 dicembre il Parlamento voterà sulla riforma del Mes approvata dall’Ecofin/Ue. Già da giorni la riforma ha messo in fibrillazione la politica italiana, accendendo non solo contrapposizioni tra maggioranza e opposizione, ma soprattutto divisioni nel governo Conte 1 e all’interno dello stesso M5s, dove un nutrito gruppo di parlamentari dichiara che non la voterà. Difficile prevedere come questi contrasti politici si tradurranno in Parlamento. Ma l’esito del voto aprirà o chiuderà una serie di scenari politici di cui si sta discutendo a Roma: crisi di governo, “rimpasto” del Conte 1, nuova maggioranza (Pd, Iv, Fi, parte dei 5s; un Conte 3?), scioglimento anticipato delle Camere, magari con un governo “tecnico” o del presidente (Mattarella), di transizione o di decantazione. Per due anni e mezzo,…

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(E)Lezioni americane. Il voto e la fede democratica (ai tempi di Trump & Biden, i nostri)

(Pubblicato su questo sito il 21 novembre 2020 – uscito, con latri titoli, su “Alto Adige del 23 novembre 2020; su “l’Adige” del 28 novembre 2020) – Per stabilire chi è il 46° presidente degli Stati Uniti si andrà a finire davanti alla Corte Suprema? O lo decideranno i rappresentanti degli Stati al Congresso, cosa mai avvenuta dopo il 1875, come ricorda Caroline Fredrickson, docente di diritto alla Georgetown University? Brutta faccenda, quella delle presidenziali americane. Anche se ci si fermerà a un metro dalle porte della Corte Suprema. Come ha ben colto il ministro della Difesa tedesco, Heiko Maas, <<La situazione è esplosiva>>, può portare a una crisi costituzionale degli Stati Uniti. Ma è già una crisi politica, sociale e della cultura democratica, che colpisce al cuore idea, istituzioni e valori della democrazia, e non solo in America. Biden, e chi lo sostiene, anche in Europa, ha ben poco…

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Art. 21. Democrazia, elezioni e diritti, universali ma sulla Carta

(Pubblicato su questo sito il 18.11.2020 – In corso di pubblicazione in AA.VV., 30 voci per 30 diritti. Commenti liberi agli Articoli della Dichiarazione Universale dei diritti dell’umanità (a cura di Ferrandi e Marcantoni),Trento, Fondazione Museo Storico del Trentino, 2020) – Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese direttamente o attraverso rappresentanti liberamente scelti. Ogni individuo ha diritto di accedere, in condizioni di eguaglianza, ai pubblici impieghi del proprio paese. La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo e dev’essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni. (Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 21, 1948) *** Con l’art. 21, la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (1948) proclama l’estensione all’intera comunità umana del principio di democrazia che sta alla base delle costituzioni moderne. Libertà, partecipazione e inclusione nella sfera delle decisioni politiche sono diritti dell’uomo che vanno riconosciuti e protetti, e stanno a fondamento di ogni convivenza democratica. Il…

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Pomponio, “scolaro” di Aberlardo. Virus, dissenso e fantasma della libertà

(Uscito, con altro titolo, su “l’Adige” e “Alto Adige”, 26 ottobre 2020 – Pubblicato su questo sito il 26 ottobre 2020) – Si può dissentire contro l’utilità e il diritto del coprifuoco anti-virus? È legittimo aspettarsi che tale dissenso si manifesti e sia affrontato in una pubblica discussione “ragionevole” e “critica” anziché essere tacciato di negazionismo, ignoranza o di attentato al bene comune della salute? Libertà di pensiero: cosa può dirci uno studente di 4 secoli fa, che si era laureato a Padova il 24 ottobre del 1552, sulla nostra cultura politica, sulla paura di dire come la si pensa e sul conformismo che ne discende? Roma, 19 agosto 1556. A piazza Navona fa molto caldo, ma è accesa una catasta: sopra, un calderone di olio, pece e trementina bollenti, vi si immerge un condannato che muore invocando Dio, senza lamenti, dopo indicibili sofferenze. I romani assistono commossi, la piazza…

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Le ferite del referendum

(Pubblicato su questo sito il 26 settembre 2020; Uscito su “Alto Adige” del 26.9.2020, su “L’Adige” del 27.9.2020) – In questi giorni post-elettorali il Presidente Mattarella dovrà tenere le fila di un broglio politico fitto di nodi, visibili e non. I risvolti della vittoria del Sì al referendum e dei risultati del voto amministrativo hanno innescato dinamiche inter e intra partitiche poco rassicuranti per il Colle, specie nelle forze di maggioranza, per la tenuta e per la capacità di azione del governo Conte 2, mentre si avvicinano scadenze importanti (invio all’Ue del piano per avere per avere i fondi anti-crisi, legge di bilancio). È improbabile una crisi di governo traumatica e non “vigilata”, tanto più uno scioglimento anticipato delle Camere. Ma il clima politico è più teso di quanto sembri. E paralizzante, dati i timori e le debolezze dei partiti. Eppure, la “spallata” non c’è stata, a sentire le dichiarazioni…

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Referendum, democrazia e numero di parlamentari. I partiti fanno il loro lavoro?

(Pubblicato su questo sito il 19 settembre 2020) – Sì o no? Alla riforma costituzionale varata dal parlamento, che riduce il numero di deputati e di senatori da 945 a 600. Questo si chiede ai cittadini con il referendum del 20-21 settembre. Varie sono le ragioni per cui questa riforma e questo referendum non mi appassionano e anzi mi preoccupano. Sono ragioni che non riguardano tanto il numero in sé di coloro che dovrebbero rappresentare i cittadini a Montecitorio e a Palazzo Madama. Sono piuttosto ragioni inerenti: 1) il contenuto specifico della riforma (“taglio lineare”, forfettario direi, dei parlamentari); 2) le motivazioni che l’hanno ispirata (di netto, ma fortemente fuorviante, sapore “anti-politico”, anti-casta, tutte concentrate sui “costi e l’efficienza della politica, con colpevole disinteresse verso la qualità e la razionalità delle rappresentanza democratica, verso le effettive strutture e dinamiche di potere che corrodono principi e regole del potere democratico e…

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Taglio dei parlamentari. Il referendum che imbarazza e la democrazia “oltre i partiti”

(Pubblicato su questo sito il 15 settembre 2020 – Uscito su “Alto Adige” del 14.9.2020, su “L’Adige” del 19.9.2020) – Tra molti tentennamenti e tensioni interne, i partiti hanno via via indicato le loro posizioni ufficiali sul referendum del 20-21 settembre, dove si chiede al cittadino di approvare o no la riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari da 945 a 600. Qualcuno, il Pd, lo ha fatto solo a due settimane dal voto, di un voto che Zingaretti, il segretario dem, pur considera un momento cruciale per «la tenuta della Nazione nei prossimi anni», benché escluda ripercussioni sulla sopravvivenza del governo M5s-Pd. Il modo in cui i partiti hanno affrontato il referendum che modifica la Costituzione è però molto reprensibile quanto al lavoro che ci si aspetterebbe da loro di fronte a un cambiamento costituzionale: divisioni interne, scarso interesse a orientare l’opinione del cittadino comune, argomentazioni incerte o…

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