L’Europa della paura e l’Europa della sussidiarietà

(Uscito, in versione leggermente diversa e con altro titolo, su “Alto Adige” e “Trentino” del 27 luglio 2015 – Pubblicato su questo sito il 9 ottobre 2019) – E’ la paura che ha portato all’accordo tra UE e Grecia, la paura del peggio dietro l’angolo. Così dichiarò Juncker, l’allora presidente della Commissione Europea, in un’intervista, quattro anni fa, ai tempi della “crisi greca”. Juncker ammetteva che in Europa si era arrivati ad una “rottura di fatto dei legami di solidarietà”. Sulla Grecia, con una disinvoltura che pare disarmante candore, il navigato politico notava: “ho sempre parlato della Grecia con tenerezza”, “bisogna lasciare a questa nazione uno spazio di autodeterminazione”. Parole sintomatiche: ritraggono i rapporti politici come questioni di “tenerezza” o meno, mentre l’autodeterminazione democratica viene ridotta a qualcosa a cui si può eventualmente “lasciare” qualche spazio. Un singolare linguaggio politico: difficile da immaginare che a un presidente della Commissione Ue…

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Mondo Nuovo, Terzo Mondo, Mondo Guasto. Dov’è il nuovo umanesimo per le migrazioni di massa?

(Uscito, in versione leggermente diversa e con altro titolo, su “l’Adige” e “Alto Adige” del 23 settembre 2019 – Pubblicato su questo sito il 25 settembre 2019) – Gli Stati europei sono alla ricerca di un accordo sul ricollocamento dei migranti. Si vuole che l’Italia, dopo la “stagione salviniana”, ritorni ai porti aperti. Ma in Europa non mancano porti chiusi, frontiere chiuse o semichiuse, “respingimenti” persino tra quegli Stati che oggi si dicono disponibili all’accordo (Francia, Germania, Spagna), non solo tra quelli indisponibili (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, Slovenia). Il 23 settembre al mini-vertice di La Valletta tra Germania, Francia, Italia e Malta è stato raggiunto un compromesso. Le sue implicazioni e la sua operatività effettiva saranno da valutare di fronte ai casi che si verificheranno. Ma sappiamo già ora che si è rimasti, come era negli intenti del summit, dentro il perimetro della politica emergenziale. Intanto, al canale…

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La politica in Europa: correnti profonde e superficie del mare

(Uscito, con altro titolo, su “l’Adige”, 28 giugno 2019; “Alto Adige”, 29 giugno 2019 – Pubblicato su questo sito il 30 giugno 2019) – La cultura politica dei ceti dirigenti si concentra sulle sfide delle forze dette populiste, nazionaliste o sovraniste: le considera minacce per la democrazia (liberale), che viene a coincidere con l’Unione Europea e la politica che essa definisce e difende. Questa cultura alligna anche in ambienti meno elitari, nel “ceto medio riflessivo”, dotato di credenziali educative (laureati) e socializzato attraverso i circuiti comunicativi più accreditati (come la grande stampa). Il suo linguaggio per qualificare gli opposti schieramenti non convince: è troppo di parte e interessato, offre spiegazioni distorsive che aiutano poco a comprendere l’odierno rifacimento della democrazia. Penso si debba cambiare paradigma interpretativo e lessico. Perciò preferisco definire gli schieramenti in campo nel modo più neutro possibile: forze politiche a difesa del sistema costituito o di sue…

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L’economia è (anche) politica. Lettere tra Bruxelles e Roma

(Uscito con altro titolo su “Alto Adige”, 22 giugno 2019; “L’Adige” 23 giugno 2019 – Pubblicato su questo sito il 24 giugno 2019) – Lettera da Bruxelles, risposta da Roma. Alla fine la Commissione Europea ha avviato la procedura d’infrazione sui conti dello Stato italiano. Singolare, e sconfortante, che lo abbia fatto quella uscente, senza aspettare quella che riceverà l’investitura del nuovo europarlamento eletto a maggio: sa di protervia o di burocratico rispetto dei regolamenti, mentre siamo di fronte a delicate decisioni politiche. Sia come sia, il confronto sui numeri economici tra governo giallo-verde di Conte e istituzioni europee continua senza posa, spesso sotto i riflettori mediatici, talora, come si sa, a fari spenti. Va così da quando in Italia è nato il “governo del cambiamento e la guida del Paese ha preso un sapore politico “anti-sistema”. Il governo Conte vuole evitare la procedura, per molti motivi di carattere strategico-politico…

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Sul malessere della democrazia contemporanea. Deficit di razionalità o disincanto?

(Uscito su “l’Adige”, il 27 dicembre 2014, con altro titolo e in versione leggermente diversa – Pubblicato su questo sito il 17 giugno 2019) – Molti analisti di politica osservano che il cittadino medio è un consumatore ‘irrazionale’ (di politica) e che la sua insoddisfazione sulle élites politiche non sempre deriva da un giudizio ponderato sulla qualità delle prestazioni di chi governa o sulla loro effettiva cattiva performance. Aggiungono, questi analisti, che difficilmente l’elettore va a votare valutando analiticamente i vari programmi o le politiche delle forze di governo o le controproposte delle opposizioni. Sgombriamo subito il campo da equivoci o semplificazioni: 1) non sempre è così; 2) esistono vari tipi di elettori; 3) differenti sono le motivazioni e gli interessi che muovono i comportamenti elettorali (taluni virtuosi ma taluni persino inconfessabili, ad esempio legati a quella “terra di mezzo” portata alla ribalta dal sistema di corruzione emerso nella regione…

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Europa dopo il voto: partita ancora aperta

(Uscito in forma leggermente diversa su “l’Adige”, 5 giugno 2019 – Pubblicato su questo sito il 6 giugno 2019) – Scampato pericolo: l’Europa resta europeista. Ma nel giro di pochi giorni il tema dell’Europa è scomparso dalle prime pagine della grande stampa, non solo in Italia. Si ritorna alle questioni politiche “nazionali” ovvero il voto europeo viene letto in chiave nazionale e l’Europa si eclissa: di “quale Europa” siamo alla ricerca e dei valori europei tanto agitati in campagna elettorale si perdono le tracce. I cittadini hanno votato, l’attacco è stato respinto, la partita è finita. Sarà. Ma i risultati delle elezioni dicono che la politica in Europa è una partita tutt’altro che chiusa. Per questo è utile approfondire la scena politica delineata dal voto europeo. Anzitutto è bene inquadrare il dato dell’affluenza alle urne, passando dall’aritmetica alla politica. L’affluenza è senza dubbio aumentata rispetto alle precedenti elezioni: 51% contro…

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L’autunno del consenso neoliberale

(Uscito su “Trentino”, 6 settembre 2018; “Alto Adige”, 6 settembre 2018 – Pubblicato su questo sito il 4 giugno 2019) – Dal secondo dopoguerra le democrazie europee sono state per lo più governate da partiti di centrodestra o centrosinistra che avevano una visione convergente della società e dell’economia. Nonostante le differenze in talune scelte di policy, queste forze hanno incarnato un consenso ideologico condiviso, i cui pilastri sono stati (dove più, dove meno) un’economia basata sul mercato (liberalizzazioni, privatizzazioni, concentrazioni economiche); uno schiacciante prevalere della logica dei beni privati e una mortificazione dei beni pubblici e comuni; un arretramento dello Stato nella fornitura di beni e diritti di cittadinanza (sanità, istruzione, assistenza sociale, pensioni, risorse energetiche). Altri pilastri di questa ideologia condivisa sono stati l’apertura dei “mercati nazionali”, con la libera circolazione di capitali, beni, servizi e persone (globalizzazione); la creazione in Europa di un “mercato unico”, che si è…

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Allarme barbari o crisi delle élites?

(Uscito su “Trentino”, 12 giugno 2018; “Alto Adige”, 12 giugno 2018 – Pubblicato su questo sito il 30 maggio 2019) – Il manifestarsi di un popolo che getta calamità su se stesso, che scaraventa macigni contro diritti, libertà, garanzie costituzionali, economia e risparmi, ordine internazionale, e che ha trovato compimento nel neo-nato governo Conte a maggioranza M5S-Lega. Questo ha significato il voto del 4 marzo secondo molti osservatori. Un esito disastroso, paragonato al Brexit o all’elezione di Trump negli Usa. Sono reazioni che non sorprendono: il voto italiano ha visto il successo della politica “anti-sistema” contro quella “pro-sistema”, identificata tout-court con la difesa della liberaldemocrazia, senza specificazioni o approfondimenti sulla qualità di una democrazia. Tali reazioni sono diffuse pure in ambienti accademici e intellettuali, oltre che tra gli esponenti del centrosinistra piddino, ieri al governo e oggi minoranza in difficoltà. Siamo di fronte a una cultura secondo cui, in definitiva,…

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La piramide sociale, la democrazia e la politica anti-sistema

(Uscito su “Trentino”, 29 novembre 2018; “Alto Adige”, 30 novembre 2018 – Pubblicato su questo sito il 29 maggio 2019) Le società sono società di diseguali. Sempre. La distribuzione di ricchezza e redditi, di prestigio e potere disegna paesaggi di diseguaglianze. Perciò il problema della legittimità delle diseguaglianze investe la storia dell’uomo, riflessione critica e sensibilità comune: entro quali condizioni e limiti, secondo quali principi, le diseguaglianze sono accettabili? Imperativi morali e pratici tengono vivi gli obblighi di giustizia sociale. Ma ciò che Pareto osservava un secolo fa vale ancora: «Piaccia o non piaccia a certi teorici, sta di fatto che la società umana non è omogenea, che gli uomini sono diversi fisicamente, moralmente, intellettualmente». Per Pareto la società è una piramide: i vari gruppi, ceti o classi sociali vivono in un sistema gerarchico, dove risaltano uno strato superiore e uno inferiore. Il primo comprende una minoranza, coloro che a…

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A. A. A. Cercansi democrazie migliori

(Uscito su “l’Adige”, 28 marzo 2019 – Pubblicato su questo sito il 20 maggio 2019) Abbiamo un problema politico serio. Dovrebbe preoccupare anche il Pd di Zingaretti. Di cosa si tratta? Per una lunga stagione la democrazia occidentale ha interpretato il “consenso neoliberale”. Politica, economia e politiche pubbliche “ortodosse”, dominanti dagli anni ’70 e vaticinate in Europa da Bruxelles, hanno guidato non solo governi di centro-destra ma pure di centro-sinistra. Si è così consolidata la “politica pro-sistema” caratterizzata dall’obiettivo di difendere e diffondere il sistema di vita neoliberale: i suoi modelli di produzione e distribuzione della ricchezza, di uso delle risorse materiali e immateriali, la sua cultura, i suoi valori. In coincidenza con la crisi economica iniziata nel 2007, con l’emergere di problemi migratori epocali e l’incapacità a porvi rimedio, il consenso popolare al sistema neoliberale oggi è calante in tutta Europa, e con esso quello ai partiti tradizionali e…

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